Remo Mosole
I suoi occhi chiari hanno sempre guardato lontano, molto oltre il "qui e ora", pur senza smarrire per un solo istante la concretezza del presente. Oggi Remo Mosole è al timone di un impero, un successo meritato perché fondato sull'ingegno e sulla onestà assoluta trasmessagli dall'esempio dei genitori.
Classe 1934, Remo Mosole nacque in una famiglia modesta che doveva provvedere a lui, ai tre fratelli e alle due sorelle; il padre Sante (che per quattro anni, durante la guerra d'Eritrea, fu impegnato sul fronte abissino) vendeva piante e trasportava le merci con un carretto trainato da cavalli, la mamma badava alla casa.
A 11 anni Remo cominciò a conoscere il sapore della fatica e del duro lavoro imposto dagli invasori tedeschi, che facevano scavare ai ragazzini e agli anziani le trincee anticarro.
Tra il 1946 e il '47 il giovanissimo Mosole scoprì le risorse del fiume Piave: cercava mani e piedi immersi nell'acqua in qualsiasi condizione atmosferica materie prime per fabbricare la calce e imparò in fretta a distinguere i sassi di carbonato dal resto delle pietre.
Adolescente, e già con il fermo proposito di arrivare a mettersi in proprio, Remo scaricava circa 500 quintali di pietre ogni giorno.
Nel 1951 emigrò nella Savoia Francese. Dovette sopportare le umiliazioni di chi è straniero in terra straniera e, in aggiunta, di chi per il semplice fatto di essere italiano veniva ancora bollato come "alleato di Hitler".
Il riscatto morale cominciò nel 1952, per merito di Fausto Coppi: "Passò per primo sul Galibier e io ero là a vederlo racconta Mosole -. Per me fu come ricevere la paga di due mesi tutta insieme, finalmente potevamo essere orgogliosi della nostra origine e potevamo dimostrare ai francesi di avere personaggi di grande talento e molto, molto efficienti".
L'amore di Mosole per il ciclismo, da quel giorno, fu ancora più tenace. Tornato in Veneto, Remo colse il vento del progresso e divenne il più abile manovratore delle macchine operatrici portate dagli americani e veniva pagato a peso d'oro: quando un operaio normale guadagnava 27.000 lire al mese, lui portava a casa 32.000 lire a settimana.
Iniziò ad organizzare gare ciclistiche (allora si mettevano in palio arachidi e mandarini), costruì per i genitori una delle prime case con acqua corrente nei bagni e poi cambiò ancora mestiere: con le 750.000 lire ottenute per aver rimesso in sesto un'azienda di Verona che pareva destinata al fallimento acquistò il primo camion per il trasporto di materie prime da costruzione.
La Mosole Spa fu fondata nel 1959 e riuscì in breve a generare nuove aziende.
Il 4 Novembre 1966 durante la grande alluvione del fiume Piave, a rischio della propria vita Remo Mosole entrò nella rotta del Piave portando in salvo due persone. Fu quindi premiato con una medaglia d’oro al valore civile.
Una famiglia di ciclisti la sua; il figlio Rudy è stato professionista, la figlia Mara fu convocata addirittura in nazionale e il nipotino Mattia sembra essere una promessa del ciclocross. Risale al 1973 la sua prima società ciclistica, chiamata "Eroi del Piave", nel '75 fondò la Scuola di ciclismo “ Gs Mosole “ e dal 1996 è presidente della Uc Trevigiani che vanta nella propria storia recente due campioni del mondo, Francesco Chicchi ed Enrico Franzoi.
Nel 1985 Mosole organizzò i mondiali su pista a Bassano e su strada al Montello, nel 1999 fu amministratore delegato della società che allestì i Mondiali su strada di Treviso e Verona. La storia recente vede ancora Remo Mosole in veste di organizzatore, infatti all’inizio del 2008 organizzò i Campionati Mondiali di Ciclocross presso il Centro Sportivo "Lago Le Bandie", il suo gioiello. In più Mosole ha ancora un sogno: costruire un velodromo permanente, permettendo agli atleti azzurri di allenarsi con costanza per tornare ai bei tempi in cui il ciclismo italiano dominava anche nelle prove indoor.
Nel 2007 gli è stata conferita la Stella di Bronzo per il valore sportivo dal Presidente Provinciale del CONI, Ing. Giovanni Ottoni.
Durante i Mondiali di Ciclocross del 27 e 28 Gennaio 2008 tenutisi al Lago Le Bandie a Spresiano, gli è stata consegnata invece la Stella d’Oro al merito sportivo, da parte del presidente del CONI Nazionale Sig. Giovanni Petrucci.
A Remo Mosole è stata conferita inoltre una laurea honoris causa in ingegneria idraulica.